Lettera per la ragazza violentata in strada a Bergamo e costretta ad abortire

16.04.2013 09:55

La notizia è uscita venerdì scorso….ma riesco a parlarne solo ora. Non so perché ma ci sono storie che ti entrano più di altre “dentro”, sedimentano e per questo fanno ancora più male.
Tutto inizia a Bergamo, in una via centrale, un paio di settimana fa. Una ragazza esce da un bar e accidentalmente incontra sulla sua strada uno stupratore.
La ragazza ha 24 anni ed è incinta.
Pochi giorni fa il ricovero in ospedale ed il bambino che viene perso.
A lei oggi rivolgo il mio pensiero…chissà magari qualche conoscente comune glielo farà avere.

 

Cara sconosciuta, mi piacerebbe dirtelo a parole ma uso l’unico mezzo che ho per raggiungerti….forse dirò cose ovvie, che hai già risolto, o forse (temo) no…
Ti auguro di elaborare quello che ti è accaduto come un brutto incidente. Incidente già. Alla stregua del fatto che quella sera anziché finire addosso ad un mostro fossi stata investita da un auto. Non è per sminuire nulla, il dolore resta grande, ma è per ripareggiare le cose.
Mia Martini cantava “Gli uomini non cambiano” e sì, spesso è vero. Ma quello che ti auguro è di tornare al più presto a credere ancora che esistano uomini (come quello che credo tu abbia accanto) che sono diversi da certi altri maschi. In minoranza quest’ultimi ma di sicuro molto più rumorosi.

Ti auguro di tornare presto a credere nell’amore ed a fare l’amore con chi ti vuole bene. Quel amore che nulla ha a che fare con la fame di un bastardo che si sente onnipotente solo quando riesce a farla franca…solo se usa l’unica arma che la sua vita gli ha dato: la violenza…salvo trincerarsi dietro tardivi quanto ipocriti pentimenti…

Il tuo tornare a vivere. Ad uscire la sera. A non vedere negli occhi di ogni maschio che incontri camminando in strada un possibile pericolo, questa sarà la tua risposta.
Torna a vivere, torna ad amare.
Ed a lasciarti amare.
E chissà, già tra 9 mesi, oppure tra 10, 11, il tempo che ci vorrà, casa tua si tingerà di rosa o di azzurro e sarà ancora una volta la conferma della tua diversità.
Diversità sì. Tu sai dare vita. Lui cercava solo di toglierla quella vita.
Per questo ti chiedo di non permettergli di credere di esserci riuscito per sempre.
Con sincera stima ti mando il mio abbraccio migliore.
E se mai passassi dalle mie parti (pare che non viviamo poi tanto distanti) sarò qua a condividere un caffè ed una lunga chiacchierata con te.

Massimiliano Frassi

 

Due note a margine:

1) Non accadrà, perché in Italia accade sempre più spesso il contrario e perché manco in carcere l’hanno mandato. Ma se fossi io il Pubblico Ministro, ora lo condannerei non solo per stupro ma anche per omicidio!

2) Mi chiedo dove sono finiti tutti. Le femministe dell’ultima ora (così lontane anni luce dalle loro colleghe degli anni ‘70, forse quelle fin troppo estremiste e chiassose ma almeno attive). Mi chiedo dove sono le associazioni. I politici. Perché ora, davanti (anche) alla perdita di un bimbo, tutti tacciono? Perché si sono già spente le telecamere e cercano nuovi riflettori altrove?

 

Tratto dal sito : http://www.massimilianofrassi.it/blog/lettera-per-la-ragazza-violentata-in-strada-a-bergamo-che-ha-dovuto-abortire.html

—————

Indietro


Contatti

Quelle come noi

veronica.picazzo@hotmail.it

 

Serve che gli uomini vengano educati al rispetto ed alla gestione delle proprie emozioni, violenza ed aggressività...

è un impotente un uomo che non sa controllarsi e tenersi in consapevolezza e meditazione.

Marianna Vasile