Articolo di M.A. Correra

05.10.2013 21:35
CARMELA AVEVA 13 ANNI

di Maria Angelica Correra

A 13 anni si può scegliere di morire, e si dovrebbe vivere.
Per primo fu un uomo, quello che diede inizio al suo calvario. E restò senza colpa, perché la colpa è sempre della femmina. Anche se è una bimba. Il rosario delle maldicenze inizia da lì. Si sgrana con le male parole, consegnandola così nella mani di quelli che si sentono autorizzati a dare un seguito a quella via crucis.

A 13 anni si gioca, si sta con le amichette a chiacchierare. Forse ci scappano le prime occhiatine tra ragazzi.

MA NON QUESTO ORRORE.

Un branco di ragazzi, nati da donna come lei. Cresciuti nel suo stesso mondo ma stortati da una concezione della femmina che acceca, ottunde e rende folli.
La prendono. E la portano via. Via dal suo mondo già ferito, sberciato e sporcato dalle parole che son venute dopo il primo affronto. Povera Carmela, povera palombella.
Per tre giorni ha patito Gesù Cristo. Dura quattro giorni la passione di Carmela, presa e sconciata.

Ecce Homo.
Ecco Carmela che torna, ritrovata dal padre che la raccoglie, infranta e immemore. Quel pover’uomo cerca di riaggiustarle l’anima con la sua sola pietà, con il suo amore. Ma non basta.
Perché nessuno crede a Carmela, povera palombella.  Le parole sono come sassate che le spezzano le ali. Nessuno le crede, in un mondo che è territorio di maschi.  La gente la verità non la vuole sapere. Perché quella gente è la madre sciagurata di quella sciagura.
Che la consegna a un’altra terribile matrigna, la Giustizia.

La portano via da casa, e dai genitori. La confinano in un istituto. Lei scappa e allora la chiudono in un altro, a patire la sua colpa in solitudine.
I suoi torturatori liberi, e lei prigioniera dentro le pareti chiuse della sua disperazione.
Quante lacrime di bambina avrà pianto. Povera bambina diventata donna suo malgrado.

Quando torna a casa, Carmela non si ritrova più. Forse si vede come la vedono gli altri, sporca e schifosa, malafemmina e bugiarda. Niente è come prima. Nessun ponte la salverà dalla piena di quei quattro giorni passati che non salderanno mai col suo futuro. Perché non ci sarà mai nessun futuro.

E allora.
Allora vola, Carmela. Vola via dalla finestra.
Vola, palombella dolorosa, finalmente senza più dolore.

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